Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

Per la corrispondenza scrivere a:
Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
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Contatti
Sabato, 24 Agosto 2019

Quaderno n°6 - Il terrorismo e il tormentato cammino della ripresa generale della lotta di classe

Quaderno n°6Il “terrorismo” é stato e sarà uno dei banchi di prova del marxismo. Esso ha mostrato e mostrerà la serietà dei rivoluzionari di fronte ad un fenomeno, che presenta uno degli aspetti più decisivi della lotta di classe, soprattutto allorché si manifesteranno al massimo grado la violenza e il terrorismo del proletariato rivoluzionario contro la borghesia e viceversa. Su questi fenomeni la risposta dell’opportunismo, quando non agisce apertamente contro il proletariato, si limita a “deplorare” la presenza della violenza nella lotta di classe. Distinguendo genericamente tra violenza collettiva e violenza individualistica, l’opportunismo nega la violenza collettiva rivoluzionaria di classe. Il terrorismo individualistico fu definito, per sua natura, piccolo borghese, per origini sociali e ideologiche. Condannarlo è possibile alla sola condizione di non mettersi sul terreno dell’equidistanza di fronte a fenomeni che mettono faccia a faccia lo Stato borghese, le sue istituzioni e le sue leggi e chi vi si ribella. Il testo,valutati i criteri fondamentali di una visione marxista del fenomeno terrorista, riprende alcune formulazioni di principio di Lenin, segue “la prova generale” della prima rivoluzione in Russia del 1905 fino alla sua conclusione nell’Ottobre. Prosegue in Appendice con lo scritto: “ Forza, violenza, dittatura nella lotta di classe” (1946-’48)

 

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