Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

Per la corrispondenza scrivere a:
Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
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Giovedì, 21 Marzo 2019

Ai proletari di Agile srl (ex Eutelia) : allargare il fronte di lotta!

 

Proletari!

State sperimentando sulla vostra pelle la violenza del capitale e dei padroni. Ciò che vi sta accadendo non è un fatto straordinario, ma fa parte della quotidianità del proletariato in tutto il mondo. Ovunque, nel mondo, gli sgherri dei capitalisti, siano essi mercenari presi in affitto sul “libero mercato” oppure sbirri pagati dallo Stato, si occupano di pestare i proletari che osino alzare la testa. Ovunque, nel mondo, la crisi economica spinge i padroni ad accanirsi sui lavoratori, imponendo loro un drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, quando non il licenziamento. Ovunque, nel mondo, la violenza del capitale e la sua infida propaganda si adoperano per schiacciare ed affamare i proletari più sfortunati (immigrati regolari e clandestini, disoccupati, precari, emarginati, ecc.), spingendoli a vendere il proprio lavoro per nulla o quasi, e attribuendo loro la “colpa” delle gravose condizioni della nostra classe.

Proletari!

Il nostro destino è legato indissolubilmente a quello degli altri proletari. Se vi sono lavoratori costretti dall’oppressione capitalistica a svendere il proprio lavoro, questo fatto automaticamente abbassa la forza di contrattazione (e quindi, alla lunga, il salario) di tutti gli altri. Le famigerate ronde, che oggi vengono utilizzate per schiacciare il proletariato immigrato con la scusa della criminalità, domani potranno essere usate contro chi sciopera o occupa le fabbriche. Il proletariato è un unico esercito: colpirne una parte vuol dire colpirlo tutto!

Nelle nostre lotte, non ha senso ricercare la visibilità mediatica, poiché i mezzi d’informazione sono nelle mani dei padroni, che ci concederanno o toglieranno visibilità a seconda della propria convenienza. Non serve rivolgersi allo Stato e alle sue strutture, ai tribunali, ai politicanti, alla chiesa, alla polizia, ai sindacati opportunisti: tutti apparati saldamente in mano alla classe dominante, che vengono sempre usati contro di noi e, anche quando sembra che agiscano in nostro favore, servono in realtà per mantenerci, buoni e mansueti, nella nostra condizione di sfruttati. Non abbiamo bisogno dei cosiddetti “ammortizzatori sociali”, la cui prospettiva rappresenterebbe un ulteriore peggioramento delle nostre condizioni di vita e ci lascerebbe nella più cupa incertezza per il futuro. Non è asserragliandosi dentro alla fabbrica (che è la nostra galera!) o arrampicandosi su un tetto o un carroponte in cinque o sei (che diventano “eroi” o “martiri” per i media-spettacolo della borghesia!), non è autogestendo un’azienda (che ci appartiene tanto quanto la corda appartiene all’impiccato!) o lasciandoci ingannare dallo specchietto per allodole della “partecipazione agli utili”, che si riesce a uscire da una situazione drammatica. È solo allargando il fronte di lotta (e non della solidarietà spicciola a parole), collegando le varie esperienze in corso (e non abbandonandole a se stesse o alla gestione di forze e organizzazioni ultra-compromesse con il padronato), dandosi organismi di lotta stabili e duraturi (in alternativa all’imbrigliamento operato dai sindacati ufficiali e al corporativismo dei vari sindacatini alternativi), colpendo il capitale (pubblico o privato, non importa) al livello della produzione o dei servizi, organizzando tutte quelle strutture necessarie a sostenere lo scontro con il padronato, lo Stato e i suoi sgherri di ogni tipo e colore.

Noi comunisti indichiamo una serie di rivendicazioni e di metodi di lotta intorno ai quali sarà necessario e possibile riorganizzare il fronte di classe: forti aumenti salariali per tutti, maggiori per le categorie peggio pagate; drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; salario pieno ai licenziati, disoccupati, immigrati, precari; aumento generalizzato delle pensioni; unità di classe senza distinzione di razza, sesso, religione, età, nazionalità; scioperi ad oltranza senza limiti di tempo e di spazio; blocchi della produzione e dei servizi; allargamento delle lotte oltre il recinto della categoria e della azienda, fuori dell’angustia della località e della nazione.

 

Solo così, solo riprendendo la via della lotta di classe aperta, ci si può oggi difendere e domani contrattaccare.

 

Partito Comunista Internazionale
(
Supplemento al n°1/2010 de " Il programma Comunista")

International Press

 

            pc012019        

            

 

Incontri pubblici in evidenza

  • Torino - 23/03/2019, dalle 14.30, presso c/o Circolo ARCI CAP - Corso Palestro 3/3bis
  • Berlino: 03/02/2019, ore 15,00, presso K9 (cortile interno), Kinzigstrasse 9, incontro pubblico sul tema: "Gilet gialli: rivolta popolare e illusioni democratiche"
  • Milano 18/02/2019 , ore 18,30, presso Spazio Ligera, via Padova 133 (autobus 56, fermata Mamiani), incontro pubblico sul tema: "Decreto sicurezza: dividere,emarginare, reprimere i proletari"
  • Milano 18/03/2019 , ore 18,30, presso Spazio Ligera, via Padova 133 (autobus 56, fermata Mamiani), incontro pubblico sul tema: "Il fantasma dell'Europa unita"

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