Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

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MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
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ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

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Giovedì, 21 Marzo 2019

A Gaza, macelleria imperialista contro il proletariato (gennaio 2009)

Proletari, compagni,

per giorni e settimane, i macellai dell’esercito israeliano hanno proseguito la loro ormai decennale opera criminale: con il pretesto di decapitare Hamas, hanno provocato un altro orrendo bagno di sangue di proletari palestinesi. E lo hanno fatto con la complicità più o meno velata, più o meno aperta, di tutti gli Stati dell’area (al di là delle parole e delle patetiche dichiarazioni) e di tutte le fazioni borghesi, laiche o fondamentaliste, responsabili del tragico vicolo cieco mediorientale (che si riconoscano in Al Fatah, in Hamas, in Hezbollah, piuttosto che nei Fratelli Musulmani o nello stato teocratico israeliano, poco importa).


L’orribile realtà è che nessuno vuole i proletari palestinesi, se non come forza-lavoro da spremere in epoca di pace o come carne da macello nelle proprie danze di morte interimperialiste. Questa è la grande, oscena verità.


Non ci potrà mai essere soluzione al dramma mediorientale (uno dei frutti più marci e velenosi della “sistemazione” imperialista del dopoguerra), finché si rimane chiusi dentro le logiche suicide delle borghesie nazionali e nazionaliste. Non ci potrà mai essere pace, finché borghesie aggressive, espressione più o meno diretta dell’imperialismo USA (Israele), o forti del ricatto della rendita petrolifera (tutti gli stati arabi, più o meno “moderati”, o gli stati più o meno “estremisti” come l’Iran), cercheranno di spartirsi aree d’influenza nel gioco al massacro dei molti concorrenti imperialisti. Non ci potrà mai essere tregua al vero e proprio olocausto delle masse proletarie e proletarizzate di tutta l’area, finché a dominare l’orizzonte ci saranno schifose ideologie nazionaliste e religiose, finché il capitalismo continuerà la sua folle azione distruttiva.
I massacri di Gaza dimostrano, con il sangue di centinaia di proletari, che il mostro osceno che ha nome capitalismo deve essere abbattuto. Solo il proletariato, la classe dei senza riserve e dei senza patria, quella classe che può rivendicare solo a titolo umano il suo riscatto, può farlo.

E può farlo solo con il ritorno aperto a una prospettiva classista e non nazionalista, a una lotta di classe dichiarata contro tutte le fazioni borghesi, al drastico boicottaggio di tutti gli sforzi di guerra, per infrangere una volta per tutte il cerchio dannato dei massacri di proletari. Solo la dittatura del proletariato, finalmente instaurata dopo secoli di dominio sanguinario del capitale, potrà spazzarne poi via i tragici effetti e risolvere gli enormi problemi causati da un secolo di devastazione imperialista. Ma ciò sarà possibile solo se il proletariato delle metropoli euro-americane saprà finalmente spezzare ogni solidarietà e complicità con le proprie borghesie nazionali, riprendendo la strada della lotta di classe aperta, indipendente e autonoma da ogni formazione borghese e nazionalista, sotto la guida ferrea e decisa del suo partito, ritrovato dopo decenni di spaventosa controrivoluzione – per prendere infine il potere e instaurare la propria dittatura di classe, ponte di passaggio necessario verso la società senza classi, la società finalmente umana, il comunismo.

 

 

Partito comunista internazionale
(
Supplemento al n°1/2008 de "Il programma comunista")


International Press

 

            pc012019        

            

 

Incontri pubblici in evidenza

  • Torino - 23/03/2019, dalle 14.30, presso c/o Circolo ARCI CAP - Corso Palestro 3/3bis
  • Berlino: 03/02/2019, ore 15,00, presso K9 (cortile interno), Kinzigstrasse 9, incontro pubblico sul tema: "Gilet gialli: rivolta popolare e illusioni democratiche"
  • Milano 18/02/2019 , ore 18,30, presso Spazio Ligera, via Padova 133 (autobus 56, fermata Mamiani), incontro pubblico sul tema: "Decreto sicurezza: dividere,emarginare, reprimere i proletari"
  • Milano 18/03/2019 , ore 18,30, presso Spazio Ligera, via Padova 133 (autobus 56, fermata Mamiani), incontro pubblico sul tema: "Il fantasma dell'Europa unita"

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