Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

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Giovedì, 22 Agosto 2019

Lotte alla Fiat: uscire dalla galera della fabbrica!

Proletari! Compagni!

L’offensiva padronale, scatenata da tempo, colpisce uno dopo l’altro gli stabilimenti della FIAT. Dapprima ha segnato, come monito per tutti, il destino di Termini Imerese. Dopo aver rinchiuso i lavoratori nell’angusto recinto rivendicativo della fabbrica, dopo aver raccontato che, se fossero stati più produttivi dei loro compagni polacchi, il posto di lavoro sarebbe stato salvo, i padroni hanno promesso pochi spiccioli in busta paga in cambio di un altro pezzo di ciò che rimane della nostra vita e della nostra salute. Con la complicità di sindacati ossequiosi che si fingono risoluti solo per condurre i lavoratori più combattivi ad accettare l’inaccettabile, la direzione aziendale ha imposto, attraverso il ricatto e l’ennesima farsa referendaria, la capitolazione prima di Pomigliano d’Arco, poi di Mirafiori, e si concentra ora sugli altri stabilimenti. Ma la morsa della crisi dell’economia borghese non lascia scampo e le pesanti rinunce che abbiamo dovuto subire potrebbero non essere sufficienti: le nostre condizioni di vita, già peggiorate in maniera drammatica, potrebbero farsi ancora più dure. Allo scopo di salvare i profitti, i padroni chiederanno sempre di più.

 

Proletari! Compagni!

La nostra classe sopporta immani sofferenze in ogni angolo del mondo. Ancora diviso, ancora legato a pregiudizi e ideologie borghesi, al carrozzone-feticcio dello Stato Nazionale, a strutture ormai apertamente padronali come i partiti parlamentari e i sindacati corporativi e nazionali, il proletariato, pur inconsapevole della propria forza e dei legami che lo affasciano in tutto il mondo, comincia appena a muoversi spinto dalla forza della disperazione. Dalle rivolte d’inizio 2011 nel Nord Africa (nate come ribellione all’affamamento: altro che lotte per la democrazia!) alla rabbia cieca che cerca sfogo nelle periferie delle città britanniche, dagli scioperi e dai tumulti in Grecia alle sommosse degli immigrati rinchiusi nei campi di concentramento (tali sono i CIE), fino ai mille angoli del globo in cui i lavoratori tentano di alzare la testa, oscurati dalla censura della stampa borghese, l’oppressione del capitale inizia appena a trovare la risposta della classe sfruttata.

Per evitare di soccombere, per sfuggire al massacro (ora “solo” economico ma domani anche militare) verso cui la borghesia ci spinge, per riconquistare un futuro che oggi ci viene negato, al momento la parola d’ordine è quella di intensificare ed allargare la lotta, che deve uscire dalla galera della fabbrica e dall’angustia dei confini nazionali, per riversarsi nelle strade e nelle piazze di tutto il mondo.

 

Le nostre rivendicazioni devono rispondere soltanto ai nostri bisogni di vita e di lavoro e si possono ottenere solo se ci daremo organizzazioni territoriali di lotta economica e sociale, chiuse ai padroni e ai loro servi e capaci di combattere con intransigenza, coraggio e continuità, riorganizzando il nostro fronte di classe:

 

  • Forti aumenti salariali per tutti, maggiori per le categorie peggio pagate
  • Drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario
  • Salario pieno ai licenziati, disoccupati, immigrati, precari
  • Aumento generalizzato delle pensioni
  • Unità di classe senza distinzione di razza, sesso, religione, età, nazione
  • Scioperi ad oltranza senza limiti di tempo e di spazio
  • Blocchi della produzione e dei servizi
  • Allargamento delle lotte oltre il recinto della categoria e della azienda, fuori dell’angustia della località e della nazione

 

 

Soltanto da una lotta economica di difesa così determinata, da metodi di lotta e forme organizzative così decisi e compatti, si potrà allora sviluppare la forza necessaria per passare a una vittoriosa offensiva contro il modo di produzione capitalistico, unica vera causa di queste crisi e di queste sofferenze.

 

 

  Versione stampabile

 

Partito Comunista Internazionale
              
                                                                  (Supplemento al n°05/2011 de " Il programma Comunista")

International Press

 

                    

            

 

Incontri pubblici in evidenza

  • Torino,  Prossimo incontro a Torino 13-07-2019, dalle 13,00, c/o Bar "Pietro" Via San Domenico 34
  • Bologna- 16/06/2019 , dalle 10,00 alle 13,00 Presentazione del V volume della "Storia della Sinistra comunista - maggio 1922/febbraio 1923" presso la Casa del Popolo "20 Pietre" - via Marzabotto, 2, 40133 Bologna
  • Milano - 07/06/2019 , ore 17,30, Presentazione del V volume della "Storia della Sinistra comunista - maggio 1922/febbraio 1923" presso la "Libreria Odradek" - via Principe Eugenio 28 (tram 12, fermata MacMahon-Principe Eugenio, M5 Fermata Cenisio).

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