Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

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Giovedì, 21 Marzo 2019

Africa gigante in marcia

Sono qui riportati i titoli degli scritti sull'Africa del partito dal 1952 in avanti. Si tratta di sessanta anni di lavori che hanno interessato l'intero continenete africano dal Nord a al Sud in tutta la sua estensione, da quella che viene considerata la sponda Sud del Mediterraneo fino al Sud Africa, dai paesi del Golfo di Guinea fino al Madagascar, dal Corno d'Africa fin dentro al cuore dell' Africa, dall'area Subsahariana fino al Centr'Africa e all'Africa Equatoriale. In questi articoli viene tracciata la storia, l'economia, la società e le lotte della borghesia e del giovane proletariato dalle origini fino al XX secolo e poi dalla colonizzazione alla decolonizzazione del secondo dopoguerra. L'introduzione che anteponiamo permetterà di cogliere gli aspetti essenziali dell'evoluzione del gigante in marcia, delle rivoluzioni alla luce dialettica del marxismo rivoluzionario

La formazione degli attuali Stati “nazionali” africani ha avuto un processo travagliato. Prendendo come base di partenza la situazione nel 1914, tralasciando il periodo che mette l’Africa occidentale al centro della tratta degli schiavi neri diretti verso le Americhe tra il XVI e il XIX secolo, elemento fondamentale della nascita e dello sviluppo delle colonie europee prima del Sud e Centroamerica e poi anche del Nordamerica, troviamo l’Africa dall’estremo nord al sud divisa tra i paesi colonizzatori, Francia, Inghilterra, Germania, Belgio, Italia. Immense aree sono occupate e divise senza alcun criterio se non quello di disporre delle risorse e saccheggiarle. La divisione futura in Stati spezzerà poi in modo caotico, come fosse un evento sismico, popolazioni, gruppi etnici, organizzazioni tribali, nazionalità. Il concetto di colonizzazione come civilizzazione giustificherà ogni violenza sociale, culturale, politica sulle popolazioni e conquista come un annuncio di civiltà tutte le organizzazioni politiche sia di destra, che socialdemocratiche, sia laiche che religiose. La borghesia europea, la cui storia è fondata sulla violenza economica e politica nella sua ascesa rivoluzionaria, chiama al lavoro con una grande operazione di marketing progressista, sociologi, filosofi, politici, religiosi, scienziati per giustificare la sua presenza: garantisce grandi conquiste sociali, politiche ed economiche e nel frattempo diffonde idee di superiorità razziale, di civiltà superiore, di darwinismo sociale.  Si tratta di un lungo periodo di colonizzazione, pienamente borghese, espressione della carta dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, che dall’impresa napoleonica in Egitto, attraverso il suo Codice civile si imporrà fino al primo conflitto mondiale e da qui fino al secondo, raggiungendo a quel punto il suo massimo di sviluppo, processo che si inverte rapidamente alla fine della guerra quando esplodono i contrasti con la giovane borghesia allevata sotto le sue ali.

Dal 1949 poi fino al 1960 è un susseguirsi di eventi, di lotte: la diffusione dei movimenti nazionalistici si fa rapida e investe tutte le aree dell’Africa tra violenze infinite della borghesia, che non riesce a bloccare il processo unite a patteggiamenti, compromessi. I movimenti rivoluzionari borghesi si orientano rapidamente nella loro concretezza sulla base delle divisioni già trovate e prodotte dai colonizzatori. Le ferite lasciate dal secondo conflitto sul territorio africano, l’impossibilità di mantenerne il controllo insieme all’accelerato sviluppo economico che si sta delineando in Europa dopo l’immensa distruzione della guerra, lasciano scoperto politicamente un decennio del dopoguerra alle forze nuove emergenti, che possono rapidamente, senza grandi sconvolgimenti, proseguire la lunga marcia.

Le due guerre si caratterizzano per un cambiamento di fase dello sviluppo capitalistico, già preannunciato teoricamente da Marx e visto da Engels, Viene alla luce l’Imperialismo, descritto e definito teoricamente da Lenin. L’epoca del saccheggio puro e semplice è finita, comincia un’epoca di dominio economico e finanziario delle grandi potenze. Comincia, come si dice, la decolonizzazione e si diffonde nel suo primo periodo e nell’entusiasmo generale il panafricalismo. Il passato si staglia netto davanti agli occhi delle popolazioni africane.

Parlare di gruppi nazionali e di nazioni prima della decolonizzazione è un non senso, non si era in presenza di classi sociali moderne in senso stretto; le forme mercantili e monetarie che caratterizzano l’epoca precapitalista sono state introdotte dall’esterno e non da poco tempo,  i rapporti di produzione più moderni si caricano delle forme sociali molto più antiche  e primitive cui è stato imposto un travaglio violento di trasformazione. Si tratta di strutture familiari e tribali, di civiltà antiche e antichissime, di Stati senza nazione, di organizzazioni regolate da nessun diritto normativo che non sia quello consuetudinario, di nessuna forma consolidata di proprietà privata, se non istituita con la forza dai colonizzatori. Le nazioni europee si sono formate all’uscita del feudalesimo, hanno impiegato per decantarsi almeno quattro o cinque secoli, hanno attraversato l’epoca di transizione mercantilistica, di accumulazione primitiva, della sottomissione formale del lavoro al capitale.

Non parliamo qui propriamente del NordAfrica, luogo di intersezione delle civiltà greca, romana e araba, il cui lascito ha fatto da lievito allo sviluppo precapitalistico e poi capitalistico, non parliamo dei gruppi etnici che si affacciavano sull’Atlantico, al nord e sud del Golfo di Guinea, che hanno maggiormente avuto contatti con gli europei costeggiando l'Africa o attreversando l'Atlantico alla scoperta dell’America, né dell’area che dal Golfo Persico e dall’istmo di Suez, che protendendosi verso l’Oceano Indiano, aveva già intrapreso le vie mercantili. In particolare la civiltà del Corno d’Africa ben prima della colonizzazione aveva un’economia molto avanzata. Altre economie come quella del SudAfrica e del Botswana avevano condizioni economiche già sviluppate.

La rapidità con cui si avvia la decolonizzazione con i suoi eroi nazionali, con le sue organizzazioni panafricane, meraviglia “gli studiosi” perché non si riesce a comprendere quale sia stato il fattore unico, la causa prima degli eventi che portarono all’indipendenza, ma si fa fatica a capire anche perché l’Africa sia scivolata verso un sistema di povertà devastante.

Il nostro partito quando mise al centro della sua posizione gli eventi rivoluzionari che stavano avvenendo in Asia, in Africa e in Medioriente vide giusto nel proporre la stessa tattica della doppia rivoluzione, fu generoso nei confronti del giovane proletariato africano che entrava sulla scena della storia, si augurò che gli effetti dello stalinismo non riuscissero a fermare l’istinto di lotta e il sentimento di classe che si andava diffondendo. Sapeva che non era possibile che il proletariato potesse intraprendere un salto della portata di quello della Russia, senza l’aiuto del partito di classe. La storia confermò che il proletariato poteva fornire l’energia per il salto storico, anche se non poteva essere guida del processo di liberazione e sviluppo. Le giovani forze della borghesia intellettuale, che si erano formate nelle metropoli capitaliste, che avevano attinto dalla rivoluzione d’Ottobre la necessità della lotta ad oltranza contro i colonizzatori, che avevano studiato anche il marxismo della socialdemocrazia europea e che avevano appreso dallo stalinismo la via nazionale che porta, non al socialismo ma alla rivoluzione borghese, erano già state istruite dalla storia. Lo stalinismo è la forma che consegna lo sviluppo alla decadenza.  Il processo rivoluzionario si dimostrava molto più arduo di quello attraversato dalla Russia di Lenin. Nessuna grande vittoria della borghesia avrebbe potuto esserci senza l’attività del proletariato in lotta sul campo. Si confermava che le rivoluzioni borghesi non sono state fatte propriamente dai borghesi, ma dalle masse contadine e proletarie, dalla plebe, dai miserabili, quelli che lottarono con i Buonarroti e i Blanqui nella rivoluzione francese. Queste masse tuttavia non potevano condurre una “rivoluzione veramente popolare”, la doppia rivoluzione, fino a spingerla al suo obiettivo socialista, possibile solo se diretta dal partito di classe.


 

1952

  • Egitto: Le riforme del Neguib (Il programma comunista,n°2, 1952)
  • La marcia sanguinosa del capitale in Africa (Il programma comunista, n°3,1952)
  • Kenya: I negri assaggiano la libertà (Il programma comunista, n°5, 1952)
  • Neguib inedito (Il programma comunista, n°6,1952)        

 1953

  • Sud Africa: i servi negri (Il programma comunista, n°2, 1953)
  • Pressione razziale del contadiname, pressione classista dei popoli colorati (Il programma comunista , n°14, 1953)
  • IV Repubblica e Marocco (Il programma Comunista, n°15, 1953)
  • Imperialismo e lotte coloniali(Il programma comunista, n°23, 1953) 

 1954

  • Congo: Paradisi coloniali ( Il programma comunista, n°3, 1954)

 1955

  • La conferenza afroasiatica di Bandung(I) (Il programma comunista, n°3, 1955)
  • La conferenza afroasiatica di Bandung(II) (Il programma comunista, n°4, 1955)
  • La conferenza afroasiatica di bandung (III)(Il programma comunista, n°10, 1955)
  • La cosiddetta fine del colonialismo (Il Programma comunista, n°15, 1955)
  • Il Marocco un esempio di... aiuto alle aree depresse (Il programma comunista, n°16, 1955)
  • Voli di corvi in vista sui cadaveri dei proletari marocchini (Il programma comunista, n°22, 1955)

  1956

  • Dietro l'indipendenza del Sudan ( Il programma comunista, n°1, 1956)
  • Le prime vittime della borghesia indipendente del Sudan ( Il programma cominusta, n°5, 1956)
  • Rapporti fra classi e fra razze nel Sud-Africa ( Il programma comunista, n°13,14, 1956)
  • Suez, vertenza fra ladroni ( Il programma comunista, n°18, 1956)
  • Egitto: Una società di pirati ( Il programma comunista, n°19, 1956)
  • La sovrana Internazionale Altocapitalista mette i Nagy e i Nasser sotto il tallone di ferro ( Il programma comunista, n°23, 1956)
  • Egitto: Washington ha mandato a cuccia i botoli franco-britannici (Il programma comunista, n°25, 1956)

    1957 

  • Usa e Urss: padroni- soci in Europa; avversari imperialistici in Asia e Africa (Il programma comunista, n°1, 1957)
  • L'imperialismo delle portaerei (Il programma comunista, n° 2, 1957)
  • Bolle la pentola (Il programma comunista, n°5, 1957)
  • Si snoda il tragico rosario dell'imperialismo (Il programma comunista, n°6, 1957)
  • Colonialismo storico e termonucleare (n°6,7, 1957)
  • La chimera dell'unificazione araba attraverso le intese tra Stati (Il programma comunista, n°10, 1957)
  • Fisionomie sociali delle rivoluzioni anticolonialiste  (Il programma comunista, n°11, 12, 1957)
  • La questione coloniale: un primo bilancio (Il programma comunista, n°14, 15,1957)
  • Allah sta di casa a Washington ( Il programma comunista, n°15, 1957)

     1958

  • Algeria: Borghesia francese supermacellaia ( Il programma comunista, n°4,1958)
  • Le cause storiche del separatismo arabo( Il programma comunista, n°6, 1958)
  • Mondo coloniale in fermento ( Il programma comunista, n°10, 1958)
  • Fasti della colonizzazione francese in Algeria (Il programma comunista, n°12, 1958)
  • Aspetti della rivoluzione africana (Il programma comunista, n°12, 13, 1958)
  • Le grandi epoche della storia africana ( Il programma comunista, n°14,15,16, 1958) 
  • Evoluzione politica dell'Africa nera (Il programma comunista, n°18, 1958)
  • La questione algerina ( Il programma comunista, n°18, 1958)
  • Un paese negro all'avanguardia: Il Togo (Il programma comunista, n°19, 1958)
  • Lo stalinismo ha sempre tradito l'Algeria (Il programma comunista, n°21, 1958)
  • La lotta d'indipendenza del Camerun (Il programma comunista, n°21, 1958)
  • Introduzione alla storia recente del Camerun (Il programma comunista, n°20, 1958)
  • Stalinismo e Algeria (Il programma comunista, n°22, 1958)
  • Lo stalinismo di fronte all'Algeria (Il programma comunista, n°23, 1958)
  • Nazionalismo e federalismo nel movimento afroasiatico (Il programma comunista, n°23, 1958)

    1959

  • Onore ai negri di Leopoldville (Il Programma comunista, n°1, 1959)
  • Nazionalismo e federalismo  nel movimento afro-asiatico (Il Programma comunista, n°1, 1959)
  • L'amaro risveglio della borghesia belga (Il Programma comunista, n°2, 1959)
  • Africa, gigante in marcia (Il Programma comunista, n° 2, 1959)
  • Africa nera, gigante in marcia (Il Programma comunista, n°3, 1959)
  • Leopoldville- Borinage e ritorno (Il Programma comunista, n°4, 1959)
  • Un nuovo organismo statale africano è sorto: la Federazione del Mali (Il Programma Comunista, n° 4, 1959)
  • Nyassa e dintorni (Il Programma counista, n°5, 1959)
  • Luci ed ombre sul Borinage ( Il Programma comunista, n°6, 1959)
  • Rapporto della riunione di fine aprile sull'Africa (Il Programma comunista, n°10, 1959)
  • Dati storici (Il Programma comunista, n°10, 1959)
  • In Africa fa caldo (Il Programma comunista, n°12, 1959)
  • Le spine del Congo nella corona belga (Il Programma comunista, n°16,17,18 1959)
  • Congo sotto chiave (Il Programma comunista, n°20, 1959)
  • Le premesse storiche della situazione algerina- riunione di Milano (Il Programma comunista, n°20, 1959)
  • Zagaglie comgolesi contro schede belghe (Il Programma comunista, n°21, 1959)
  • L'algeria e la seconda guerra mondiale-riunione di Milano (Il Programma comunista, n°22, 1959)

   1960

  • L'ora del Camerun (Il Programma comunista, n°1, 1960)
  • Anticolonialisti a rovescia (Il Programma comunista, n°6, 1960)
  • Sangue nero ( IL Programma comunista, n°6, 1960)
  • I proletari neri all'avanguardia (Il Programma comunista, n°7, 1960)
  • Medaglia belga alla pace sociale (Il Programma comunista, n°13, 1960)
  • Avvoltoi nel Congo (Il Programma comunista, n°14, 1960)
  • Ore decisive per l'Africa (Il Programma comunista, n°16, 1960)
  • Gentilezza dei bianchi nel trattamento dei Bantù (Il Programma comunista, n° 16, 1960)
  • Le lotte dei popoli coloniali e gli sviluppi della questione algerina (Il Programma comunista, n°18, 19, 1960)
  • Congo:Dal rapporto della riunione (Il Programma comunista, n°22, 1960)
  • Algeria- Sangue e referendum (Il Programma comunista, n°24, 1960)

   1961

  • Africa amara (Il Programma comunista,1961)
  • Africa nera (Il Programma comunista, n°17,1961)
  • Ancora sull'Angola (Il Programma comunista,1961)
  • Lacrime e sangue nell'Angola (Il Programma comunista,1961)
  • La base economica del conflitto algerino (Il Programma comunista, n°7,8, 1961) 
  • La pace "negoziata", per l'Algeria è la peggiore (Il Programma comunista, n°10,1961)
  • Il mito della solidarietà araba, n°18, 1961)
  • Il proletariato africano si desta (Il Programma comunista,1961)
  • Conferme congolesi (Il Programma comunista,1961)
  • Angola:Evviva la "zagaglia" barbara (Il Programma comunista,n°6, 1961)

   1962

  • Allori africani (Il Programma comunista,n°2,1962)
  • "Pace" in Algeria? (Il Programma comunista,n°9, 1962)
  • Algeria:Realtà e limiti della rivoluzione algerina ( Il Programma comunista, n°15, 16, 17, 1962)
  1963

 1964

1965

  • Congo: Un'unica via d'uscita per il Congo come per tutti i paesi arretrati (Il Programma comunista, n°1, 1965)                                    
  • Algeria: Lotta di classe in Algeria(Il Programma comunista, n°2, 1965)   
  • Algeria: Le balle di Ben Bella  (Il Programma comunista,    n°7,1965)
  • Algeria: La riprova algerina dell'inesistenza delle "vie pacifiche"(Il Programma comunista, n°13, 1965)                       
  • L'Algeria dopo l'indipendenza (1)(Il Programma comunista, n°21,1965)    

1966

  • L'Algeria dopo l'indipendenza  (2) (Il Programma comunista, n°2, 1966)
  • Il letto di Procuste delle rivoluzioni coloniali (Il Programma comunista, n°5, 1966)                                                                                     

1967

  • Rhodesia La questione rhodesiana (Il Programma comunista, n°4, 1967)                           
  • Algeria: La borghesia algerina fa i conti in tasca alla propria "indipendenza nazionale"(Il Programma comunista, n°17, 1967)..                           
  • Egitto:Passato e presente del mito del "socialismo egiziano" (Il Programma comunista, n°20, 21, 1967)                                      

1968

  •   Biafra: La tragedia del Biafra(Il Programma comunista, n°14, 1968)

1969   

  • Biafra: A' la guerre comme à la guerre (Il programma comunista, n°10, 1969)
  • Ciad e Zambia: Fatti e figure del regime borghese (Il programma comunista, n°15, 1969)
  • Libia: Commenti   (Il programma comunista n°16, 1969)    
  • Libia: Un facile giochetto  (Il programma comunista, n°17, 1969)                          

1970

  •  Algeria socialista (Il Programma comunista, n°9, 1970)                                       

1971

  • Mozambico  La questione coloniale ....(Il Programma comunista, n°22, 1971)                 

1972

  • La grande menzogna della decolonizzazione africana(Il Programma comunista, n°2,3, 19672)                               -
  • Decolonizzazione dell'Africa francese e interessi del proletariato(Il Programma comunista, n°6, 1972) 
  • Tesi sulla questione nazionale e coloniale al II Congresso dell'Internazionale Comunista (Il Programma comunista, n°18, 1972)                                 

1973 

  • Ciad: Africa nera: barbarie del capitalismo (Il programma comunista, n°4, 1973)
  • La questione nazionale e coloniale (Il programma comunista, n°4, 1973)
  • L'imperialismo francese in Mauritania (Il Programma comunista, n°8, 1973). 
  • Il Medioriente nella prospettiva classica del marxismo, n°13, 1973)                      
  • Fame e rivolte nell'Africa nera(Il Programma comunista, n°14, 1973)                                        

1974

  • Angola: Farsa portoghese .....(Il Programma comunista, n°10, 1964).                                 
  • Etiopia : Che cosa bolle ..... ?(Il Programma comunista, n°10, 1964)                                    
  • Etiopia...(Il Programma comunista, n°17, 1974)                                                           
  • Etiopia: l'emancipazione controllata dai militari di fronte ai primi intoppi(Il Programma comunista, n°18, 1974)                                                         -
  • Nel ventennale della rivoluzione algerina(Il Programma comunista, n°22, 1974)

1975

  • Le doglie dell'Etiopia ( Il programma comunista, n°2)
  • Involuzione dei movimenti  di liberazione nazionale in tutta l'Africa australe.(Il Programma comunista, n°3, 1975)                  
  • Riforma agraria  in Etiopia(Il Programma comunista, n°6, 1975)                                  
  • Il secondo decennio dell'Africa nera(Il Programma comunista, n°6, 1975)                             -       

1976

  • Onore a Luanda ( Il programma comunista, n°5)
  • Anche l'Algeria .... (Il Programma comunista, n°14, 1976)                                                                        
  • Investito dalla lotta di classe il bestione sudafricano del capitalismo mondiale (Il Programma comunista, n°16, 1976)             
  • Investito dalla lotta di classe  il bestione sudafricano del capitaliemo mondiale (Il Programma comunista, n°17, 1976)             
  • Angola(Il Programma comunista, n°19, 1976)                                                                                                                                                                      

1977

  • Egitto : Risposta proletaria alla "normalizzazione" imperialistica nel Medioriente (Il Programma comunista, n°3, 1977)                               
  • Egitto : Le lotte delle masse operaie e contadine alla luce dello sviluppo capitalistico (Il programma comunista, n°7,8,9, 1977)                         
  • E' suonata l'ora  .... (Il Programma comunista, n°8, 1977)                                                        
  • L'imperialismo pretende(Il Programma comunista, n°11, 1977)                             
  • L'imperialismo francese ..(Il Programma comunista, n°12, 1977)...                       
  • Sul continente nero  si appuntano le mire di tutte le potenze imperialiste(Il Programma comunista, n°16, 1977)                              
  • Corno d'Africa  (Il Programma comunista, n°22, 1977)                                          
  • Giù le zampe ....(Il Programma comunista, n°23, 1977)                                                                    

1978

  • Sullo sfondo dei moti nazionali un groviglio di contrasti interimperialistici e interstatali ( Il programma comunista n°6)

1979

  • Bumedien o la nascita dello Stato algerino (Il Programma comunista, n°2,1979)
  • Sudafrica: Soweto tre anni dopo(Il Programma comunista, n°13,1979)
  • "Impero centrafricano": un inferno sotto il tallone francese(Il Programma comunista, n°14,1979)
  • Il Marocco alla vigilia della tempesta(Il Programma comunista, n°14,1979)
  • Dopo Soweto(Il Programma comunista, n°14,1979)
  • Rhodesia-Zimbabwe:Tutti alla ricerca della via per evitare una soluzione rivoluzionaria(Il Programma comunista, n°16,1979)
  • Centroafrica(Il Programma comunista, n°18,1979)
  • Gragnuola di misure antiproletarie della borghesia algerina(Il Programma comunista, n°19,1979)

1980

  • Tunisia: Gli scontri di Gafsa e le manovre dell'imperialismo(Il Programma comunista, n°3, 1980)
  • Ciad:migliaia di morti oltre 70.000 profughi(Il Programma comunista, n°7, 1980)
  • Ancora sullo Zimbabwe(Il Programma comunista, n°7, 1980)
  • Ambizioni imperialistiche e obiettivi proletari(Il Programma comunista, n°7, 1980)
  • La borghesia tunisina e l'imperialismo francese non scherzano(Il Programma comunista, n°9, 1980)
  • "Fallimento agricolo" e capitalismo vanno di pari passo(Il Programma comunista, n°11, 1980)
  • Mozambico socialista: affari in vista? Viva il mercato(Il Programma comunista, n°13, 1980)
  • Che cosa significa Soweto? Lettera dal Sudafrica(Il Programma comunista, n°13, 1980)
  • Irrimediabili scriccholii nel "fronte delle classi" ( Lettera dall'Algeria)(Il Programma comunista, n°14, 1980)
  • La chiave del destino del Sudafrica(Il Programma comunista, n°14, 1980)
  • Comunicato del partito su 7 arrestati in Algeria(Il Programma comunista, n°24, 1980)
  • Zimbabwe : Non rottura ma continuità con il passato(Il Programma comunista, n°6, 1980)                                                 

1981

  • Vittime della repressione ( commento del partito) (Il Programma comunista, n°1, 1981)
  • Terremoto di El-Asnam, anche la borghesia ne è responsabile ( Il programma comunista, n°1)        
  • Per la liberazione dei nostri compagni ( sul processo di Blida) ( Il programma comunista, n°2)                                    
  • Algeria : La sentenza di Blida non impedirà la diffusione dei principi e del programma del marxismo rivoluzionario (Il Programma comunista, n°2, 1981)    
  • La coraggiosa dichiarazione del compagno Ben Kellah ( Blida) ( Il programma comunista n°2)
  • Liberate i prigionieri di Blida! ( Il programma comunista, n°3)
  • Continua il fermento sociale in Algeria ( Il programma comunista, n°7)
  • Sottoscrizione per la difesa dei condannati di Blida ( n°11, 12, 16)
  • Primo comandamento borghese... non scioperate ( Il Programma comunista, n°14)
  • La repressione colpisce gli organizzatori dello sciopero ( Il programma comunista , n°16)
  • Solidarietà con i prigiornieri politici,( Il programma comunista, n°17)    
  • Alt alla repressione ( bollettino Ripra) ( Il programma comunista, n°19)
  • La situazione in Cabilia( Il programma comunista, n°20)                            

1982

  • Il paradiso sud-africano dei bianchi minaccia di trasformarsi in purgatorio?(Il Programma comunista, n°9, 1982)
  • 8 minatori neri assassinati dalla polizia sudafricana(Il Programma comunista, n°14, 1982)
  • La " sinistra "francese e la rivoluzione algerina:l'Algeria indipendente ha 20 anni(Il Programma comunista, n°16, 1982)

1985

  • Affari nazionali e interessi proletari fanno a pugni (Il programma comunista, n°6, 1985)

1986

  • Esplodono i nodi irrisolti dell'area mediterranea (Il programma comunista, n°1, 1986)

1990

  • Sud-Africa: realtà e contraddizioni dell'apartheid(Il programma comunista, n°3)
  • Mandela smobilita(Il programma comunista, n°5)

1991

  • Africa francofona: " democrazia" e "sviluppo( Il programma comunista, n°1)
  • Barre- Menghistu: due carriere parallele( Il programma comunista, n°4)
  • Algeria, un segno dei tempi( Il programma comunista, n°4)

1994

  • L'Africa francofona subsahariana dalle grinfie dell'imperialismo francese a quello Americano (Il programma comunista, n. 5)

1997

  • L'irreversibile sgretolamento delle riserve di caccia dell'Africa francofona (Il programma comunista, nn. 6-7)

 

 2000

  • Etiopia-Eritrea: Quale pace? (Il programma comunista, nn. 7-8)

 

2011

  • Algeria e Tunisia sono vicine (Il programma comunista, n. 1)
  • Algeria, Tunisia, Egitto, Libia… Sempre più instabile il modo di produzione capitalistico (Il programma comunista, n. 2)
  • Il nemico del proletariato tunisino ed egiziano è il nostro nemico. Lo si abbatta qui nel cuore imperialista dell’Europa (Il programma comunista, n. 2)
  • La crisi si rovescia sulla sponda sud del mediterraneo (Il programma comunista, n. 2)
  • Algeria – Tunisia – Egitto – Libia… La lotta è solo agli inizi! (Il programma comunista, n. 2)
  • Libia. E’ tempo di chiedere il conto agli avvoltoi imperialisti (Il programma comunista, n. 5)

2012

  • Nord Africa. Alle radici delle rivolte del 2011 (Il programma comunista, n. 1) 
  • Sudafrica. Annegano nel sangue della feroce repressione antiproletaria i miti e le illusioni del post-apartheid (Il programma comunista, n. 5)
  • Nordafrica.  A proposito dei recenti avvenimenti nel mondo arabo (Il programma comunista, n. 6)

2013

  • Una “sintetica risposta”- A proposito delle rivolte nel Nord Africa (Il programma comunista, n. 1)

 

 

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