Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

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MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
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Lunedì, 17 Dicembre 2018

Tesi sulla costituzione dei consigli operai proposte dal CC della Frazione astensionista del PSI («Il Soviet», 11.IV.1920)

Il Soviet», anno III, nr. 11, 11.IV.1920)

 

1) I Soviet o Consigli operai e contadini (e soldati) sono gli organi con i quali la classe lavoratrice esercita il potere politico dopo avere abbattuto con la rivoluzione il potere dello stato borghese, e soppressi gli organi rappresentativi di questo (parla­mento, consigli comunali, etc.). Essi sono gli «organi di Stato» del proletariato.

2) I Soviet sono eletti esclusivamente dai lavoratori, con la esclusione dal diritto elettorale di tutti coloro che si avvalgono di mano d'opera salariata e comunque sfruttano i proletari. In ciò consiste la loro sostanziale caratteristica, tutte le altre modalità della loro costituzione essendo affatto secondarie. La esclusione della classe borghese da ogni rappresentanza, anche come minoranza, negli organi politici della società, ossia la «dittatura del proletariato», costituisce la condizione storica per la lotta politica contro la resistenza controrivoluzionaria borghese, per la eliminazione di ogni sfruttamento e per la organizzazione della economia comunista.

3) Il processo deve essere attuato con una azione collettiva e centrale del proletariato, subordinando tutte le misure da adottare all’interesse generale di classe ed alle sorti finali di tutto il processo rivoluzionario. Perciò, mentre sorgono nei singoli gruppi di proletari organi che riflettono i particolari interessi economici comuni a tali gruppi (consigli di fabbrica, sindacati d'industria, sindacati di categoria, organizza­zioni di consumatori), tutta l'attività di tali organi dev'essere subordinata alle direttive tracciate dal sistema dei soviet politici, che per la loro essenza e costituzione rappre­sentano gli interessi generali.

4) I consigli operai sorgono nel momento della insurrezione proletaria, ma possono anche sorgere in un momento storico in cui il potere della borghesia attraversi una grave crisi e sia diffusa nel proletariato la coscienza storica e la tendenza all’assun­zione del potere. Il problema rivoluzionario non consiste nella creazione formale dei Consigli, bensì nel passaggio del potere politico nelle loro mani.

5) Lo strumento della lotta politica di classe del proletariato è il partito di classe, il partito comunista. Esso raccoglie coloro che hanno una coscienza storica del processo della crisi del capitalismo e della emancipazione proletaria, e sono disposti a sacrificare ogni interesse di gruppi e di individui alla vittoria finale del comunismo. Nell’attuale periodo storico, è il Partito Comunista che difende la parola d'ordine «tutto il potere ai Consigli».

Quando i Consigli sono costituiti, il Partito Comunista porta in questo campo la propria azione per conquistare la maggioranza dei loro mandati e gli organi centrali del sistema dei Consigli. In tale opera il Partito persevera dopo la conquista del potere, sempre con l'obbiettivo di dare coscienza politica e unità d'intenti all’azione prole­taria, combattendo gli egoismi ed i particolarismi.

6) Il Partito Comunista penetra e conquista anche tutti gli organi economici proletari, appena essi sorgono sotto la spinta delle condizioni di vita di gruppi e categorie di proletari, allo scopo di profittare delle loro azioni per allargare il campo e portare l'attenzione delle masse sugli scopi generali e finali del Comunismo.

7) Il Partito Comunista combatte ogni forma di collaborazione e combinazione dei Consigli operai con gli organi del potere borghese, diffondendo nelle masse la coscienza che i primi non possono avere il loro valore storico se non dopo il violento abbattimento dei secondi.

8) Le necessità presenti dell’azione rivoluzionaria italiana non consistono nella artificiale e burocratica costituzione dei Consigli operai, e tanto meno in un'opera dedicata all’attività dei sindacati e dei consigli di fabbrica come fini a se stessi, bensì nella costituzione di un Partito Comunista puro da elementi riformisti e oppor­tunisti. Un Partito di tal natura sarà sempre pronto per agire o intervenire nei Soviet, quando suonerà l'ora vitale della formazione di questi, che non è molto lontana.

9) Un vastissimo compito attende, prima di tale momento storico, il Partito Comunista in Italia.

Tale compito consiste:

a) Nello studio fatto con serietà d'intenti e larghezza di mezzi dei problemi della rivoluzione e degli aspetti del processo rivoluzionario; e nella più larga propa­ganda orale e scritta tra le masse dei principi e dei metodi che ne scaturiscono

b) Nel tenere continue ed efficaci relazioni col movimento comunista estero e con gli organi della Internazionale Comunista;

e) Nell’avere sicuro contatto con le masse e nel prepararsi a quelle forme di azione e di organizzazione indispensabili nella lotta decisiva e che esigono, oltre alla completa devozione dei militanti alla causa, uno speciale allenamento tattico, ignoto nella vita tradizionale del Partito Socialista.

10) Il Partito Comunista non considera come scopi della sua azione le con­quiste parziali che gruppi proletari possono realizzare nell’ambito del presente regime, neanche nel senso di preparare i suoi uomini alla futura esplicazione di attività tecni­che dopo la conquista del potere. Tuttavia, esso interviene nelle agitazioni di tal natura al solo scopo di propagandare le sue finalità massime e di mettere in rilievo i rapporti di fatto che dimostrano la necessità dell’azione politica d'insieme di tutta la classe proletaria, sulla via della rivoluzione, per la eliminazione del regime capitalista.

 

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