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E' uscito il n°6 de "Il programma comunista"

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Questi i principali articoli:

Attenti, proletari! “innovazione” fa rima con "repressione”!-Titan e FIOM, cronaca di un attacco antioperaio- Ancora sul Jobs Act - Pacifismo guerrafondaio-L’economia cinese dal 1949 alla crisi economica generale attuale (III)- L’alleanza delle borghesie israeliana e palestinese contro il proletariato-Affoghiamo in un mare di petrolio!- Vita di Partito (Riunione generale)-Lavorando al V volume della Storia della Sinistra Comunista- La questione delle abitazioni: una cancrena sociale (Da “La questione delle abitazioni” di F. Engels). 

Giornale in formato PDF

Titan e FIOM: cronaca di un attacco antioperaio

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Non sappiamo ancora se la storia che andremo raccontando in queste righe è una storia triste o meno; ovvero, non sappiamo ancora se stiamo raccontando gli eventi che hanno portato alla chiusura di una fabbrica o la vittoria (provvisoria) di un gruppo di operai che ha cercato di respingere con la lotta l'attacco del padrone. Ma procediamo con ordine.

Alla riapertura a settembre, la Titan, multinazionale americana nel campo della metalmeccanica, con stabilimenti a Valsamoggia di Crespellano (provincia di Bologna) e Finale Emilia (provincia di Modena), consegna ai propri operai la richiesta di aprire la cassa integrazione per un periodo di 13 settimane. I lavoratori rispondono con l'immediata proclamazione dello stato di agitazione e una serie di scioperi. Questa ferma risposta porta a un primo tavolo informale fra dirigenza e Rsu. I rappresentanti degli operai rigettano la richiesta dell'azienda e si dichiarano disponibili ad accettare solo 3 settimane di cassa. L'incontro si risolve in un nulla di fatto.

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Dicembre 2014 17:12 Leggi tutto...

Attenti, proletari! “innovazione” fa rima con “repressione”!

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Con scarponi chiodati, la crisi economica prosegue la sua marcia, schiacciando milioni di vite proletarie ovunque nel mondo. E' una crisi di sovrapproduzione di merci e capitali, una crisi strutturale, cioè connaturata al modo di produzione capitalistico. Non è un'anomalia o una patologia dovute a “cattiva gestione”, a “oscuri complotti”, all'“egoismo” di singoli o istituzioni, come da più parti vogliono farci intendere: è la norma, la fisiologia stessa del capitalismo, che ha come propria legge ferrea quella di produrre sempre di più con l'obiettivo di accumulare senza sosta profitti, rendite, interessi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Novembre 2014 17:47 Leggi tutto...

Organizzarsi per rispondere alle aggressioni dello Stato!

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L' attacco violento della polizia ai lavoratori della ThyssenKrupp di Terni, che manifestavano a Roma per difendere le proprie condizioni di esistenza e di lavoro, dice una volta di più CHIARO E TONDO che lo Stato (e il Governo che ne il braccio politico) è lo strumento di difesa degli interessi della classe borghese dominante. La Fiom e le altre organizzazioni sindacali che “si stupiscono” dell' “esagerata violenza” della polizia, quando non passa giorno senza che si verifichino scontri di questo tipo davanti alle fabbriche, nelle strade, nelle piazze (i lavoratori della logistica, in stragrande maggioranza immigrati, ne sanno qualcosa!), sono corresponsabili dei fatti accaduti. 

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Rispondere all'attacco anti-proletario

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La crisi economica precipita nel baratro noi e la nostra condizione umana e sociale. Nel mondo intero, cresce la disoccupazione e si moltiplicano i licenziamenti e gli attacchi ai lavoratori (come con le più recenti sparate dell’ultimo governo italiano!). A poco a poco, però, comincia a incrinarsi la cappa del pesante controllo sociale esercitato per decenni da partiti “di destra” e “di sinistra” e organizzazioni sindacali di regime. I primi segnali sono venuti da un giovane proletariato immigrato, che in questi anni ha sfidato apertamente il padronato, un’avanguardia che non si è chiusa nel silenzio dei magazzini o delle fabbriche o nell’isolamento dei campi di pomodori – lavoratori che non hanno avuto paura di scendere in strada e rivendicare il miglioramento generale delle proprie condizioni di vita e di lavoro – e dalle lotte mai sopite dei proletari di tutto il mondo, dalle rivolte dei minatori sudafricani alle battaglie di quelli argentini, spagnoli, greci, francesi, belgi, cinesi, statunitensi, indiani, pakistani...

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