Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

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Lunedì, 23 Ottobre 2017

Altro che agile! lavoro fragile…

“Rivoluzione in corso. Lo smartwork (o lavoro agile) ormai è diventato uno slogan. Qualcosa che tutti stanno facendo o vogliono fare. Una medaglia da appuntare sul petto per le aziende. Una boccata di ossigeno per i dipendenti che continuano a fare acrobazie per tenere insieme compiti familiari e lavoro. Dove sta la fregatura?”. Così scrive Rita Quarzé in un articolo del Corriere della Sera del 23/05/2017, a proposito del cosiddetto “Smartworking”, neologismo inglese che indica quelle nuove tendenze secondo cui il dipendente può scegliere “liberamente” quanto, quando e dove lavorare. Ahinoi, non può però scegliere in alcun modo quanto e quando essere pagato...

L’articolo prosegue segnalando il successo che simili misure stanno riscuotendo: “Sono numerosi i gruppi che hanno attivato progetti di smartwork nell’ultimo anno. Da Cnh Industrial a General Electric, da Ferrero a Pirelli e Enel. Compresa Fiat che lo scorso novembre ha introdotto lo Smartworking nelle aree finanza e information technology. E anche Generali”.

Gli utili si assottigliano sempre più per tutti: non si può che cercare di stare a galla aggrappandosi ai nuovi sistemi – non ancora chiaramente regolamentati – di stordimento ideologico e conseguente sfruttamento più intenso e più subdolo dei lavoratori.

“Chiaro che più si lavora anche da casa meno le città sono trafficate. L’ha capito il comune di Milano che da anni dedica una giornata al lavoro agile”.

Perbacco, mancava soltanto l’impegno verso l’ambiente, o forse sarebbe meglio dire “Green Economy”. Allora non c’è da perdere tempo: tutti a casa a lavorare, per passare più tempo con la propria famiglia e insegnare meglio ai propri figli come diventare dei bravi lavoratori flessibili.

Verso la fine, un’ingenua e tragicomica constatazione dell’ovvio: “il fatto che le aziende smart siano aumentate prima ancora dell’entrata in vigore della legge vuol dire che l’impresa ci guadagna”.

Il lavoro agile si sta quindi estendendo sia nelle imprese che nel pubblico impiego (Comune di Torino, Provincia di Trento, Ministero dell’Economia, ecc.) e, stando ad alcuni progetti in corso, potrebbe invadere anche le catene di montaggio.

Un esercito di singoli imprenditori di se stessi che, ubriachi di Smartworking, finiscono per scambiare la mancanza di garanzie per “libertà” e la mancanza di un posto fisso per “opportunità”. Verrà il giorno in cui, a forza di non aprir gli occhi, dovranno scambiare la mancanza di cibo per… dieta!

 

Partito comunista internazionale

                                                                           (il programma comunista)

 

                     

 

 

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