Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

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Lunedì, 23 Ottobre 2017

Sovrapproduzione di fessi e di fesserie

Chi ci segue sa che con costanza continuiamo a monitorare la crisi economica del modo di produzione capitalistico in quanto crisi di sovrapproduzione di merci e capitali. Fin dai tempi di Marx, le crisi di sovrapproduzione di merci e capitali si sono sempre accompagnate a corrispondenti “sovrapproduzioni di fessi e di fesserie”, che con il tempo – come per ogni fenomeno legato alla fase imperialista del capitalismo (caratterizzata come si sa da crescita iperbolica di parassitismo e putrefazione) – si sono fatte via via più monumentali. Non passa giorno infatti senza che i mezzi di comunicazione di massa, veicolo prediletto di questo tipo di sovrapproduzione, propongano la “riflessione” di qualche nuovo guru che ha la sua ricetta per salvare il mondo, rassicurando così quella massa d'imbecilli che ha nome collettivo “piccola borghesia” sulla possibilità di farla franca, in un modo o nell'altro, in un roseo mondo futuribile: presidenti, imprenditori, inventori, manager, CEO, AD, campioni sportivi, protagonisti dello show business... Gli americani hanno Bill Gates e Mark Zuckerberg, gli italiani hanno Flavio Briatore (e scusate se è poco!).

Elon Musk, cofondatore della Tesla Motors (auto elettriche) e presidente della SolarCity (attrezzature per fotovoltaico), è uno di questi, e il “Corriere della Sera” gli dà voce e ampio spazio (il 10 luglio u.s.). Che ci dice l’ultimo guru della serie? Innanzitutto, che lui vuole vivere fino a cent’anni – e questi sarebbero fatti suoi, se non fosse che, così facendo, rischia di sgonfiarci i cosiddetti per molti decenni ancora. Ma c’è dell’altro. Fra i suoi progetti, che suscitano il solito “Oooh!” fra i suddetti imbecilli, c’è il turismo marziano: una sua società, la Space X “punta nel più breve periodo [sic!] al turismo spaziale, su cui stanno lavorando anche il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, e quello di Virgin, Richard Branson [altri guru: non per nulla parliamo di sovrapproduzione!]”; grazie a questo mirabile progetto, “i nostri figli (o meglio, quelli che potranno permettersi un biglietto da 250mila dollari [volevamo ben dire!]) potranno vedere la Terra dallo spazio e postare selfie unici sui social”. E qui, naturalmente, gl’imbecilli vanno in convulsione. C’è poi l’uomo a batteria “come il coniglietto dello spot Duracell”; c’è la più grande batteria al litio del mondo “da costruire nei prossimi cento giorni” (si prega di prender nota: intorno alla fine di ottobre) in grado di far funzionare l’Australia del Sud – 129 megawatt/ora, 30mila abitazioni; c’è la “rete di trasporti merci e persone sotterranea grazie a dei tubi a bassa pressione dove dovrebbero viaggiare delle navicelle simili a missili alla velocità di 1200 km/h; e c’è l’upload di informazioni direttamente nel cervello umano (Nauralink), cioè “la possibilità di creare dei lacci neuronali per fare dialogare cervello e intelligenza artificiale” (naturalmente, ciò è riservato ha chi il cervello ce l’ha…). Insomma, se il signor Musk si limitasse a scrivere dei bei romanzetti visionari (ma, ahilui!, Jules Verne l’ha preceduto di un secolo abbondante), non ci sarebbe nulla di male. Il fatto è che la massa d’imbecilli non può far altro che ascoltarlo ammirata. E che!? Sei nella merda?, hai perso il lavoro? non riesci a pagare il mutuo? i tuoi figli non sanno che ne sarà di loro? Non importa: Elon Musk ti dice che potrai sempre connetterti a un’intelligenza artificiale (visto che la tua è andata in fumo).

Frattanto, nella cittadina temporanea che viene costruita ad hoc nel Black Rock Desert del Nevada e poi smantellata a conclusione dell’evento, si terrà tra fine agosto e inizi settembre l’annuale raduno ampiamente elogiato da Musk e intitolato “Burning Man” (alla fine si brucia un grande pupazzo) – un “esperimento di arte e comunità” ruotante intorno a 10 principi (udite! udite!): “radicale” inclusione, auto-stima e auto-espressione, cooperazione comunitaria, responsabilità civica, dono, de-mercificazione, partecipazione, immediatezza, e – poiché per l’appunto la cittadina scompare al termine del raduno – il non lasciar traccia. Quest’ultimo principio ci pare il più ragionevole e ci sentiamo di consigliarlo vivamente al signor Musk e ai guru presenti e futuri.

 

Partito comunista internazionale

                                                                           (il programma comunista)

 

 

                     

 

 

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