Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

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Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
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Sabato, 24 Giugno 2017

Terrorismo di Stato e complottismo

La realtà quotidiana può solo far inorridire: distruzioni spietate di intere città e paesi, massacri a decine, centinaia, migliaia di vittime per volta, fughe disperate dai teatri di guerra, migrazioni di esseri umani disumanizzati da bombe, persecuzioni, miseria, fame, lager che spuntano come funghi, spietata ferocia da una parte e cinica indifferenza dall'altra, spettacolarizzazione della morte... Una meraviglia!

E poi c'è il “terrorismo”: l'Isis, Boko Haram, Al-Shabaab, e compagnia (e chi si ricorda più di Al Qaeda?!) – altri morti a colpi di kalashnikov, cinture esplosive, camion omicidi, eccetera... Uno strano terrorismo, in verità: opera di ladruncoli e spacciatori “convertiti” da pochi mesi all'“Islam radicale”, noti da anni all'intelligence di questo o quel paese, immediatamente riconosciuti nelle foto segnaletiche o nei fotogrammi delle telecamere, instancabili viaggiatori attraverso le frontiere militarizzate... E – prassi ormai accertata e diffusa – sofferenti di una grave forma di amnesia: dimenticano infatti volentieri passaporti e carte d'identità sul luogo degli attentati. Non c'è forse di che riflettere?

Ma la copertura mediatica e poliziesca ricaccia in secondo piano ogni sia pur vago tentativo di ragionamento, ogni timido affacciarsi del dubbio, subito ricacciato indietro da pagine e pagine di dettagli macabri, da immagini di morte e sofferenza, da analisi (analisi?) di opinionisti, esperti e dietrologi. E tutto rientra subito nelle ben note categorie: i Mostri, gli Assassini, i Fanatici, gli Assetati di Sangue, da cui possiamo difenderci solo stringendoci tremanti alle benemerite “forze dell'ordine”, allo “Stato democratico” (meglio se “nato dalla Resistenza”).

Un tempo, poco più di una cinquantina d'anni fa, all'epoca delle bombe di piazza Fontana a Milano, si parlò, fuggevolmente, di “strage di Stato”: un'espressione presto dimenticata a favore di altre, più facili ed evocative: le “trame oscure”, i “servizi deviati”, gli “attacchi alla democrazia”, e via di seguito. Oppure, tentazione speculare: i “complotti” di questo o quel Paese, di questa o quella sigla e formazione politica, di questo o quel “club” misterioso di politici ed economisti (Trilateral? Bilderberg?) del tutto simile alla S.P.E.C.T.R.E. di James Bond… Ed è comico vedere come i giornali, sempre pieni di sarcasmo nei confronti delle varie specie di ingenuo e un po’ cialtrone “complottismo” quotidiano e fai-da-te, dedichino poi paginate intere alle “trame segrete” di Putin pro-Trump, ai presunti hackeraggi provenienti da questa o quella parte dell’universo mondo borghese!

Noi comunisti non vediamo “complotti” in ogni limpida (seppur tragica e spietata) manifestazione del potere assoluto della classe dominante, del suo modo di “gestire” le dinamiche che essa stessa mette in atto. Noi comunisti sappiamo che da sempre il modo di produzione capitalistico è in guerra: contro il proletariato in primo luogo, ma anche – e costantemente – al proprio interno, fra interessi locali e segmenti nazionali, fra competizione economica e spionaggio industriale… la guerra di tutti contro tutti è il modus vivendi del Capitale e ogni mezzo è buono per condurla. E sappiamo fin troppo bene, per analisi teoria e storica ed esperienza pratica di due secoli almeno, che lo Stato borghese è lo Stato del Capitale: la sua arma di distruzione di massa, operante tanto alla luce del sole quanto al buio. Nessun “complotto”, dunque: ma terrorismo di Stato. Siamo fermamente convinti che, quando il potere infine conquistato dal proletariato guidato dal suo partito potrà spalancare gli armadi del modo di produzione più sanguinario e spietato che la storia (storia di lotte di classi) abbia conosciuto, be’, ce ne saranno parecchi, di scheletri da tirar fuori.

 

Partito comunista internazionale

                                                                           (il programma comunista)

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